Pensieri sulla traduzione automatica

Pensieri sulla traduzione automatica

Rieccomi qui, dopo diverso tempo. Ho appena consegnato un progetto enorme che mi ha tenuto compagnia per oltre tre mesi e che già mi manca. In parte perché l’argomento era estremamente piacevole (no, non era il manuale di installazione una turbina eolica, né un protocollo clinico 😉 ) e poi perché in questo progetto ho avuto molta libertà sia nella scelta delle parole che della struttura della frase e mi sono sentita un po’ scrittrice: sinonimi, giochi di parole, espressioni più o meno colloquiali… qui si torna al mio amore adolescenziale per la scrittura creativa!

Dopo oltre tre mesi in cui questo progetto è stato il mio primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di andare a letto (non esageriamo, al mattino il primissimo pensiero è sempre il caffè!) mi ritrovo alle prese con un progetto totalmente diverso e per nulla creativo, anzi: il cliente mi ha fornito dei file parzialmente elaborati con un motore di traduzione automatica.

Sono da sempre appassionata di tecnologie e la traduzione automatica, onestamente, non mi dispiace. Nei file del nuovo progetto vedo, ad esempio, un grande miglioramento. Mi immagino già i colleghi che sbuffano 🙂 In realtà, credo che la percezione dei traduttori sulla machine translation dipenda molto dall’uso che se ne fa. Molti clienti sperano di risparmiare sui costi di una traduzione specialistica affidandosi a uno strumento che, seppure utile per velocizzare il lavoro (soprattutto in determinati ambiti, come quello tecnico), non offre certo la precisione e l’attenzione al dettaglio di un professionista.

Di sicuro nei prossimi anni avremo tutti modo di riparlare di machine translation in ogni salsa, perciò oggi non mi dilungo. Vi lascio qui di seguito il link di un articolo in inglese, fresco fresco, che parla di Google Translate, sperando che possa fornire qualche spunto di riflessione (e che possa anche rincuorare i colleghi: ci sarà bisogno di noi ancora per un bel po’):

https://www.theatlantic.com/technology/archive/2018/01/the-shallowness-of-google-translate/551570/

Buona lettura!

Federica

Traduttrice freelance, appassionata di lingue e culture straniere e di tecnologia

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