Archivio annuale 2018

SDL Trados Studio 2019 – Un nuovo strumento per FullStop

Adoro tenermi al passo con la tecnologia e utilizzare i software più all’avanguardia disponibili sul mercato. Ecco quindi che da oggi per le mie traduzioni utilizzerò SDL Trados Studio 2019, la nuova versione di uno dei software più utilizzati al mondo nel settore (nonché uno dei più amati – oppure odiati, a seconda dei punti di vista).

Con SDL Trados Studio 2019, ancora più che con le precedenti versioni, potrò essere più efficiente, avere un migliore controllo della terminologia e lavorare su tipologie di file meno comuni, da quelli per il web ai file prodotti con diversi software di fotocomposizione, come Adobe InDesign.

Del resto, non potevo farmelo scappare: tra i punti di forza di FullStop c’è proprio l’attenzione alle nuove tecnologie!

Nuova pagina Facebook per Fullstop

Ormai i social network fanno parte della vita quotidiana di tutti noi. Ci aiutano a rilassarci, a divertirci, ma anche a reperire informazioni in modo molto più immediato che in passato. Possono essere una grande fonte di distrazione, ma anche un modo per rimanere più facilmente in contatto col mondo.

Da ieri FullStop ha una nuova pagina Facebook, che potete raggiungere da questo link: FullStopTraduzioni

Al momento è ancora work-in-progress, ma si popolerà presto di post interessanti sul mondo della traduzione e sui settori in cui amo lavorare.

Spero di incontrarvi presto online!

Un agosto alla scrivania

Il tempo vola quando ci si diverte! Sono passati mesi da quando ho lavorato a questo sito web. Mesi in cui ho lavorato su decine di progetti interessanti, dai cari vecchi manuali tecnici alle traduzioni mediche, dal customer service fino ad arrivare ai test funzionali su app e siti web.

Anche agosto sarà un mese intenso. Sarò qui alla mia scrivania, con un bel bicchiere di tè freddo e il mio fido Trados. In un mese in cui tradizionalmente gli italiani chiudono tutto e vanno in ferie adoro rimanere in città e lavorare a ritmi un po’ più rilassati. Ne approfitterò per effettuare qualche miglioria, come l’installazione e le prime prove del nuovo SDL Trados Studio 2019. Non potevo certo farmelo scappare!

Avrò tempo a settembre per ricaricare un po’ le batterie, per poi tornare a questa stessa scrivania con ancora più entusiasmo (e Trados 2019, non dimentichiamolo)!

Buone vacanze!

Dati sempre più sicuri, in conformità col GDPR

Manca ormai un mese all’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679, ovvero il famigerato GDPR (General Data Protection Regulation). Perché, quindi, non approfittare delle novità introdotte da questa normativa per rivedere completamente la sicurezza dei dati che transitano ogni giorno sui miei dispositivi? È da qui che hanno origine le più recenti migliorie alla mia infrastruttura tecnologica.

La novità di oggi riguarda il backup dei vostri preziosi file. Oltre a disporre di una copia fisica dei miei file di lavoro su un hard disk esterno, adeguatamente criptato, ho deciso di dotarmi di un servizio di cloud storage, in particolare affidandomi a Tresorit. Si tratta di un servizio con sede in Europa che permette di sincronizzare automaticamente i file su cloud dopo ogni modifica, proteggendoli utilizzando un sistema di crittografia end-to-end lato client.

Tresorit permette anche di condividere file e cartelle con altre persone, sempre garantendo la sicurezza e la protezione dei dati in conformità col GDPR: l’ideale per tutti quei progetti su cui collaboro con dei colleghi, o per inviare ai clienti le mie traduzioni in modo più sicuro.

La tecnologia sempre più al servizio della medicina

Anche quest’oggi le mie riflessioni sul mondo della traduzione partono da un articolo molto interessante, che parla delle interazioni tra tecnologia e salute (alcune recenti, altre in arrivo a breve).

A una prima lettura, già la mia mente si riempie di mille domande. Come potranno i giganti della tecnologia aiutare miliardi di utenti in tutto il mondo ad avere sempre sotto controllo tutti i propri dati clinici? Quali investimenti serviranno per digitalizzare tutta la struttura sanitaria nazionale? In un futuro non molto lontano sarà davvero possibile avere in tempo reale sul proprio smartphone diagnosi di visite mediche, esiti di esami di vario tipo, informazioni sui futuri appuntamenti? Sarà possibile prenotare esami diagnostici e visite mediche presso qualunque struttura, pubblica o privata, con un semplice tocco del dito? E che rischi comporta, soprattutto a livello di riservatezza, un mondo in cui tutti i dati sulla nostra salute circolano in modo digitale?

Da utente (e da geek, ammettiamolo) sono elettrizzata da tutte le novità che emergono giorno dopo giorno in questo campo, da tutte le app che ci semplificano la vita sotto molteplici punti di vista. È un mondo totalmente nuovo e dalle potenzialità infinite.

Anche come traduttrice seguo questi sviluppi molto da vicino. Il settore medico e quello tecnologico sono i miei settori di punta, e proprio negli ultimi mesi ho lavorato alla traduzione di due app in ambito salutistico. I due progetti hanno richiesto una grande attenzione sia a livello tecnico (perché la traduzione di un’app richiede sempre una grande immaginazione, in modo da fornire all’utente un prodotto intuitivo e semplice da usare) che dal punto di vista della terminologia medica (quando si tratta di salute è ancor più fondamentale che i contenuti siano accurati al 100% – del resto, come diceva Mark Twain, “Fai attenzione quando leggi libri di medicina. Potresti morire per un errore di stampa.”).

Insomma, il cambiamento sta arrivando, e io decisamente non vedo l’ora di farne parte, sia come utente che come professionista.

Ecco qui il link a cui potrete leggere l’articolo (in inglese):

Apple and Amazon’s moves in health signal a coming transformation

Pensieri sulla traduzione automatica

Rieccomi qui, dopo diverso tempo. Ho appena consegnato un progetto enorme che mi ha tenuto compagnia per oltre tre mesi e che già mi manca. In parte perché l’argomento era estremamente piacevole (no, non era il manuale di installazione una turbina eolica, né un protocollo clinico 😉 ) e poi perché in questo progetto ho avuto molta libertà sia nella scelta delle parole che della struttura della frase e mi sono sentita un po’ scrittrice: sinonimi, giochi di parole, espressioni più o meno colloquiali… qui si torna al mio amore adolescenziale per la scrittura creativa!

Dopo oltre tre mesi in cui questo progetto è stato il mio primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di andare a letto (non esageriamo, al mattino il primissimo pensiero è sempre il caffè!) mi ritrovo alle prese con un progetto totalmente diverso e per nulla creativo, anzi: il cliente mi ha fornito dei file parzialmente elaborati con un motore di traduzione automatica.

Sono da sempre appassionata di tecnologie e la traduzione automatica, onestamente, non mi dispiace. Nei file del nuovo progetto vedo, ad esempio, un grande miglioramento. Mi immagino già i colleghi che sbuffano 🙂 In realtà, credo che la percezione dei traduttori sulla machine translation dipenda molto dall’uso che se ne fa. Molti clienti sperano di risparmiare sui costi di una traduzione specialistica affidandosi a uno strumento che, seppure utile per velocizzare il lavoro (soprattutto in determinati ambiti, come quello tecnico), non offre certo la precisione e l’attenzione al dettaglio di un professionista.

Di sicuro nei prossimi anni avremo tutti modo di riparlare di machine translation in ogni salsa, perciò oggi non mi dilungo. Vi lascio qui di seguito il link di un articolo in inglese, fresco fresco, che parla di Google Translate, sperando che possa fornire qualche spunto di riflessione (e che possa anche rincuorare i colleghi: ci sarà bisogno di noi ancora per un bel po’):

https://www.theatlantic.com/technology/archive/2018/01/the-shallowness-of-google-translate/551570/

Buona lettura!