Editing o proofreading?

Editing o proofreading?

In questi giorni ho avuto il piacere di lavorare in qualità di proofreader su una traduzione medica di una collega. Parlo proprio di piacere perché, in effetti, la traduzione era di ottimo livello e i miei interventi sono stati ridotti al minimo… un lavoro “rilassante”, oserei dire!

È sempre positivo ed educativo rileggere lavori dei colleghi: ci sono sicuramente frasi che avrei tradotto in modo diverso, le differenze tra il mio stile e quello di altri traduttori sono lampanti e mi aiutano a riflettere su come poter migliorare i miei testi. Inoltre, se il lavoro riguarda una tematica su cui l’altro traduttore ne sa più di me, ho la possibilità di imparare qualche termine nuovo.

Come sempre, comunque, occuparmi di proofreading mi porta a riflettere sulle differenze principali tra editing/revisione e proofreading, su cui mi sono scontrata spesso in passato nella mia esperienza da project manager. Mi sembra utile riportare qui un breve riepilogo, che potrà essere utile sia a qualche collega alle prime armi che ai miei clienti.

Proofreading

Il proofreading consiste nella correzione delle bozze, finalizzata al rilevamento delle seguenti tipologie di errori:

  • Errori di battitura e refusi
  • Errori grammaticali
  • Errori sintattici
  • Omissioni/frasi saltate
  • Errori nei numeri o nei nomi di luoghi, persone, società
  • Errori di punteggiatura

Una volta terminato questo controllo (anche con l’ausilio di appositi strumenti per il controllo ortografico e grammaticale), a seconda del formato del file è possibile procedere anche con il controllo del layout.

È importante notare come in questa fase NON si effettui un controllo terminologico, a meno di errori eclatanti, e soprattutto NON si intervenga sullo stile.

Editing o revisione

In questo caso, invece, tutti i contenuti della traduzione vengono attentamente analizzati. Il revisore (sempre madrelingua della lingua di arrivo) deve verificare che la traduzione sia fedele all’originale, corretta dal punto di vista sintattico-grammaticale ma anche dal punto di vista terminologico. Deve inoltre verificare che lo stile sia idoneo ai contenuti e all’obiettivo del testo tradotto.

Basta questa breve descrizione per capire che una revisione richiede di analizzare la traduzione molto più in profondità, mentre il proofreading si limita agli aspetti formali del testo. Ecco perché i tempi per una revisione sono molto più lunghi.

Quando viene richiesto un lavoro di questo tipo è sempre bene verificare col cliente quale sia l’obiettivo finale: capita spesso che venga richiesto un servizio di proofreding, salvo poi ricevere un reclamo per non aver apportato migliorie dal punto di vista stilistico o terminologico.

 

 

Federica

Traduttrice freelance, appassionata di lingue e culture straniere e di tecnologia

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