Vita da traduttrice freelance – Elogio dell’ozio

Vita da traduttrice freelance – Elogio dell’ozio

Nella vita quotidiana di una traduttrice freelance ci sono momenti di lavoro folle, nottate al computer accompagnate da una tazza di caffè, giorni concitati in cui si passa da un progetto a un altro di un settore differente, cambiando nel giro di pochi minuti argomento, stile, tono (sì, decisamente un bell’esercizio)… e momenti di vuoto cosmico, in cui fissare lo schermo in attesa che arrivi qualche nuova richiesta su cui buttarsi.

In questa splendida giornata d’autunno, col cielo blu, l’aria cristallina e tanto vento (che quindi mi costringe in casa con Leo), dopo mesi di lavoro pressoché ininterrotto, non ho nulla da fare… e me la sto godendo alla grande!

Il grosso progetto su cui lavoravo da agosto, la traduzione di un’app per le neomamme, è stato finalmente consegnato ieri. Arriveranno probabilmente delle piccole aggiunte, e prossimamente mi aspetterà un altro progetto massiccio, ma per la prima volta da mesi non ho scadenze incombenti e mi sento piena di energie.

Ne ho approfittato per lavorare un po’ al sito, che giace abbandonato da luglio e per cui devo assolutamente mettermi a studiare. Le idee ci sono, le capacità tecniche un po’ meno…

Ho stranamente avuto tempo di riordinare casa e più tardi potrei anche fare una torta. C’è qualcosa di meglio del profumo di torta che invade tutta casa? E, naturalmente, ho fatto la mamma, ma senza spezzoni di frasi o dubbi terminologici per la testa. Riuscire anche a toccare la pila di libri che mi aspettano in attesa di essere letti sarebbe la ciliegina sulla torta!

Insomma, questa giornata, che da freelance dovrei considerare persa, ma mi è servita a ricaricare le batterie, a sviluppare qualche progetto personale e a prepararmi meglio per i progetti lavorativi di varie tipologie che arriveranno nei prossimi giorni. Un po’ come l’otium della Roma antica.

Federica

Traduttrice freelance, appassionata di lingue e culture straniere e di tecnologia

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